Novità e normative sui mandati diretti di energia e gas

Caro energia, il Governo accelera su rateizzazione bollette ed extra-gettito Iva

 

Caro energia, il Governo accelera su rateizzazione bollette ed extra-gettito Iva

Già in settimana potrebbe arrivare un pacchetto di misure utilizzando l’extragettivo Iva e extraprofitti

Già in settimana il governo potrebbe approvare le prime misure anti crisi. Il lavoro si starebbe concentrando in particolare su un pacchetto per contenere i prezzi di energia e carburanti, mentre sul fronte delle bollette Palazzo Chigi valuta un’ulteriore forma di rateizzazione oltre a un intervento per calmierare ancora gli aumenti dopo gli interventi degli ultimi mesi. In più si lavora a un taglio dei prezzi per benzina e diesel.

Per mettere in campo queste misure il governo di Mario Draghi studia la possibilità di utilizzare l’extra gettito Iva sui carburanti di questi mesi e di intervenire sugli extraprofitti delle imprese di alcuni dei settori interessati, preservando «la stabilità della finanza pubblica», seocndo quanto emerso da fonti di Palazzo Chigi. L’intervento potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri a metà settimana, forse mercoledì 16 marzo (le misure dovrebbero essere accompagnate da un provvedimento sull’ Ucraina e da un decreto semplificazioni, funzionale alla realizzazione degli obiettivi del Pnrr).

Il pressing dei partiti politici

Da parte loro iI partiti premono sull’esecutivo affinché affronti la questione in tempi stretti. Dal Pd alla Lega fino a Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle, tutti sembrano mettere il governo alle strette perché non aspetti la regia europea per muoversi. Lega e Cinque Stelle propongono di andare nella direzione di un nuovo scostamento di bilancio. La soluzione non è esclusa nemmeno dal Pd.

Lo sguardo rivolto a Bruxelles

I ministri sono al lavoro per definire un pacchetto di interventi che si muoverà in parte rafforzando i più recenti decreti energia e in parte sulla falsariga degli aiuti post Covid . Il lavoro preparatorio è legato a doppio filo alle scelte europee, in quanto per intervenire in soccorso delle imprese bisogna aspettare intanto che arrivi il via libera al temporary framework sugli aiuti di Stato, e poi reperire le risorse.

L’allentamento delle regole, come già accaduto con la pandemia, permetterà di replicare le misure a sostegno della liquidità delle imprese ma anche i ristori a fondo perduto - magari attraverso un fondo ad hoc, come indicato dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti - che stavolta potrebbero però essere calibrate non tanto sulla perdita di fatturato quando sui consumi di energia e sui settori che più risentono della crisi delle materie prime. I fondi a disposizione determineranno anche il perimetro dei sostegni alle famiglie, perché se aumentare il tetto Isee del bonus sociale potrebbe avere costi contenuti, mettere in campo una sterilizzazione dell’Iva o una riduzione, anche temporanea, delle accise su benzina e gasolio ha invece bisogno di coperture ingenti.

L’ipotesi di un tetto massimo Ue al prezzo del gas

 

Il Governo guarda alla Ue, e in particolare a un’azione coordinata a livello europeo che fissi un tetto massimo al prezzo del gas. Una linea che è stata ribadita dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Vincenzo Amendola. Parlando a Rai 3 degli step della cosiddetta “unione dell’energia europea”. «Abbiamo dato mandato alla Commissione di lavorare nelle prossime settimane su un meccanismo per il controllo del prezzo del gas», ha chiarito Amendola. Una soluzione potrebbe essere quella di un limite di prezzo sull’importazione di gas naturale in Italia. Strategie condivise a livello europeo, dunque, ma che hanno tempi lunghi - un piano potrebbe essere definito in occasione del Consiglio europeo del 23 marzo - a cui si aggiungerebbero misure nazionali su cui Palazzo Chigi sta lavorando.

Le soluzioni promosse dai partiti

Di fronte al rischio, sempre più incombente, di uno stop ai servizi e al sistema produttivo, sale dunque con le ore il pressing dei leader che si differenzia solo sulle proposte concrete. Così ad esempio il centrodestra preme sul taglio delle accise che, insieme all’Iva pesa per il 64% sul prezzo finale del carburante, mentre la sinistra invoca azioni rapide e mirate contro le compagnie petrolifere.

A chiamarle in causa apertamente è stato il segretario del Pd, Enrico Letta dopo le accuse mosse dal ministro della Transizione ecologica sul boom della benzina: «Credo che il ministro Cingolani abbia ragione nel dire che gli aumenti sono una truffa, perché talmente smisurati che non hanno un senso logico ed economico», ha spiegato a margine dell’assemblea dei verdi. Secondo Letta «il governo deve intervenire come si fa di fronte a una truffa, a gamba tesa e immediatamente».

Incalza l’esecutivo anche Nicola Fratoianni di Sinistra italiana rivolgendosi al ministro Cingolani: «Se c’è una truffa e tu sei il governo, allora intervieni di conseguenza e subito. Non ti fermi alle interviste. E fai un atto che mette un tetto ai prezzi dell’energia e dei carburanti». Poi aggiunge: «Se non lo fa lui, lo faccia Draghi».

Un’altra opzione è la tassazione degli extra profitti delle compagnie energetiche, come chiede Patty L’Abbate, senatrice dei 5 Stelle e componente del comitato Transizione ecologica. In un intervento alla trasmissione Agorà il presidente dei Cinque Stelle Giuseppe Conte ha ampliato il raggio d’azione, e ha parlato di “contributi di solidarietà sostenibili” nei confronti dei comparti che durante la pandemia Covid hanno registrato extra profitti - ha fatto l’esempio del comparto assicurativo -, così da recuperare risorse da destinate a famiglie e imprese alle prese con il caro carburanti.

 

«Nell’immediato - ha affermato - la riduzione del gas russo non è a portata di mano ma dobbiamo lavorare a forniture alternative. Abbiamo la possibilità di intervenire sugli extra profitti delle società per l’energia e ridefinire le accise che incidono. Ci sono poi dei comparti che in questi due anni di pandemia hanno accumulato profitti, penso ad esempio al comparto assicurativo, ecco si potrebbe pensare a dei contributi di solidarietà sostenibili che non compromettano le logiche di mercato». Dal Pd arriva, inoltre, la proposta di «un assegno energia» per le famiglie con i redditi più bassi. Idea che il leader di Azione Carlo Calenda boccia come «l’ennesimo sussidio», spingendo invece sul costo di energia e benzina con «taglio/spalmatura nel tempo di oneri e accise».

Centrodestra in pressing per il taglio delle accise

Proprio sulla riduzione delle accise batte il centrodestra. Lo fa il numero due di Forza Italia, Antonio Tajani in versione Twitter e lo segue Matteo Salvini che chiede «risposte eccezionali» sia al governo italiano sia a Bruxelles. «Abbiamo chiesto a Draghi di intervenire subito, con tutti i soldi necessari - spiega il leader leghista - bloccando Iva e accise e sospendendo restrizioni e divieti che ostacolano il lavoro, a partire dal super green pass». Denuncia le accise italiane «tra le più alte d’Europa», la forzista Anna Maria Bernini che conclude: «È ormai chiaro che serve un nuovo, urgente scostamento di bilancio». Insiste su tempi stretti per un intervento anti speculazione anche la presidente di FdI Giorgia Meloni: «Non c’è più un minuto da perdere, non fermare gli speculatori significa fare il loro gioco. Il governo intervenga. Adesso».

 

Fonte: www.ilsole24ore.com




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