Novità e normative sui mandati diretti di energia e gas

Caro energia, così l’Italia può risparmiare fino al 10% di gas (senza razionamenti)

 

Caro energia, così l’Italia può risparmiare fino al 10% di gas (senza razionamenti)

Lo studio Enea: bastano alcuni comportamenti quotidiani per risparmiare fino al 10% sulla bolletta del gas

È necessario citare Totò, un geniale attore comico di molti decenni fa: «È la somma che fa il totale». Se tutti gli italiani sommassero piccoli accorgimenti quotidiani sui consumi energetici di casa — la doccia, il termosifone, il televisore — il totale che ne emerge è: l’Italia potrebbe risparmiare 5,8 miliardi di metri cubi di gas l’anno. Senza razionamenti, senza investimenti che traguardano il futuro, senza cambiare tecnologie: solamente con qualche ritocco alle abitudini di ogni giorno.

Mentre i Paesi dell’Unione europea sono attraversati dal brivido minaccioso del razionamento energetico, l’efficienza e il risparmio di risorse sono due strumenti cui l’Italia ha sempre fatto ricorso, povera di materie prima e carissima in fatto di accise, addizionali e altri disincentivi fiscali.

L’analisi dell’Enea

Ci sono margini per fare a meno del metano russo? La coperta è cortissima, è pericolosissimo dover tirare dalla parte dell’industria per lasciare al freddo le famiglie o al contrario scoprire le produzioni industriali per proteggere le famiglie. La maggior parte dei programmi, come l’incentivo del 110% per gli edifici, chiedono anni per poter dispiegare la loro efficacia. Però le analisi dell’Enea dicono che c’è qualche margine di risparmio immediato.

Un esempio fra tutti quelli elencati in uno studio di Nicolandrea Calabrese, responsabile Enea del laboratorio efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano: se si abbassa di un grado il riscaldamento di casa, una famiglia risparmia in media 118,6 metri cubi l’anno.

Sommiamo questo piccolo risparmio per i 25,7 milioni di famiglie italiane — ed ecco la genialità della frase dell’attore Totò — in totale l’Italia potrebbe fare a meno di 3,05 miliardi di metri cubi di gas. Per avere un paragone, nel 2021 l’Italia ha estratto dai suoi giacimenti 3,3 miliardi di metri cubi di gas.

Risparmiare fino al 10%

«Bastano alcuni comportamenti quotidiani per risparmiare fino al 10% sulla bolletta: ad esempio spegnere le luci e il riscaldamento quando usciamo di casa, non aprire le finestre se c’è il termo acceso e spegnere il pc se non lo usiamo. Importante anche non eccedere con la temperatura nell’abitazione, ovvero oltre i 20 gradi», avverte lo studio di Calabrese dell’Enea. Con queste piccole avvertenze una famiglia taglia gli sprechi fra il 2 e il 10% («in media si riscontra circa l’8%»).

L’Italia è un Paese storicamente efficiente e risparmioso, indotto alla sobrietà anche da un secolo di rapacità fiscale sull’energia. L’intensità energetica primaria in Italia nel 2019 è stata pari a 90,07 tep/M€2015, ovvero per produrre beni (Pil) pari a un milione di euro a valori 2015 serve l’energia pari a quella di 90,07 tonnellate di petrolio. Assai meno energia rispetto alla media Ue di 101,7 tep/M€2015.

Dice l’economista dell’energia Alessandro Marangoni: «Risparmi sui consumi sono possibili con alcune azioni, diverse nell’immediato e nel medio termine. L’industria italiana, come è noto, ha già elevati livelli di efficienza, ma una maggiore sicurezza negli approvvigionamenti è possibile aumentando l’autoconsumo da fonti rinnovabili. Vi sono, invece, ancora ampi margini di miglioramento negli edifici, a cominciare da quelli pubblici (ad esempio le scuole), spesso obsoleti e carenti di manutenzione. Anche nei trasporti ci sono spazi importanti, svecchiando il parco mezzi del trasporto pubblico locale, favorendo il trasporto su ferro e la sostituzione dei furgoni più anziani».

 

Il settore civile (case, negozi, uffici) assorbe il 41,1% dei consumi finali di energia, seguito dai trasporti (29,8%) e dall’industria (20,7).

Efficienza e consumi

Buoni e cattivi. Nel ventennio dal 1990 al 2019 l’Italia ha aumentato i consumi ma dopo il 2005 ha aumentato l’efficienza ed è tornata a consumare energia come alla metà degli anni 90. Chi ha saputo correggere meglio di altri il modo di consumare energia è stata l’industria che — Rapporto 2021 Enea sull’efficienza energetica — dal 2005 ha ridotto i consumi del 33%. Motori sempre più efficienti, i trasporti hanno registrato dal 2007 un calo del -15,3% del fabbisogno di energia.

Il settore civile, cioè famiglie, uffici, negozi e così via, «è l’unico settore che nel periodo 1990-2019 ha mostrato un andamento dei consumi crescente», rileva l’Enea. In cifra: +44,1%.

Nelle case, la maggior parte dei consumi (il 70%) è per scaldare o raffreddare; il 17,7% serve a cuocere e scaldare l’acqua. Il resto serve a fare luce e ad assicurare tutti gli altri servizi, come l’elettronica e la tv.

 

Fonte: www.ilsole24ore.com




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