Novità e normative sui mandati diretti di energia e gas

Addio al carbone: la Sardegna è in crisi


carbone

Anche i sindacati della Sardegna scendono in campo contro addio al carbone e mettono in dubbio il percorso di metanizzazione

 

Dopo il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, anche i sindacati della Sardegna scendono in campo contro l’addio al carbone.

“In che modo si pensa di alimentare le centrali in assenza del carbone?”, chiedono Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Flaei-Cisl Uiltec-Uildai della Sardegna in una lettera al viceministro Luigi Di Maio, in riferimento  alla determina del direttore generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali del ministero dell’Ambiente con cui è stata avviata la fase di abbandono dell’impiego del carbone, gas siderurgici e di raffineria, che dovrà concludersi entro il 2025 (come previsto nella SEN).

SARDEGNA SOFFRE DI SQUILIBRIO INFRASTRUTTURALE

La contrarietà alla politica energetica decisa dal Governo deriva, in realtà, dalla “grave situazione di crisi” dell’apparato produttivo dell’isola, che come denunciano i sindacati, presenta uno squilibrio delle dotazioni infrastrutturali e di servizi, in particolare per quanto attiene alla mancanza del metano, che causa un notevole aggravio di costi per le imprese e le famiglie.

METANIZZAZIONE IN PERICOLO?

Proprio sul fronte della metanizzazione, in realtà, tutto dovrebbe essere deciso e avviato: la Regione ha definito il piano, con l’utilizzo del Gnl, ma “abbiamo pero’ appreso di due decisioni assunte dal Governo nazionale che sembrano rimettere in discussione l’intero percorso”, denunciano i sindacati.

“La prima è l’approvazione, preliminare alla fase di consultazione, del Piano energia e clima attuativo della Strategia energetica nazionale che genera incertezza sulle scelte da portare avanti quanto alle modalita’ tecniche dell’approvvigionamento del gas e la seconda è la determina dirigenziale del Ministero dell’Ambiente che impone la chiusura delle centrali termoelettriche a carbone di Fiumesanto e Portovesme entro il 2025, secondo un piano che i produttori devono presentare entro questo gennaio”, spiegano i sindacati.

 

 

FONTE ENERGIAOLTRE.IT




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