Nella versione finale del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima al 2030 (PNIEC), ci sono diverse misure che riguardano i trasporti e in particolare la mobilità sostenibile.

Dopo aver approfondito gli obiettivi che riguardano le fonti rinnovabili elettriche e le politiche di efficienza energetica vediamo allora cosa prevede il piano nel campo della mobilità a basse emissioni inquinanti, ricordando che la nuova versione del PNIEC ha tenuto conto delle osservazioni fatte da Bruxelles sulla bozza varata un anno fa dal ministero dello Sviluppo economico.

In generale, la quota delle rinnovabili nei trasporti è stata fissata al 22% per il 2030 con un leggero aumento rispetto alla versione iniziale del Pniec (21,6%), come riassume la tabella seguente, tratta dal documento.

Più in dettaglio, per quanto riguarda la mobilità elettrica, l’Italia, si legge nel documento (neretti e corsivi nostri nelle varie citazioni) punta verso “un incremento progressivo, anno su anno, di nuove immatricolazioni di auto elettriche pure per raggiungere l’obiettivo cumulato di circa 4 milioni di auto elettriche pure o EV al 2030, che se sommate alle auto ibride plug in, consentirebbero di arrivare a un valore complessivo di circa 6 milioni di auto elettrificate al 2030”.

Le auto elettriche, precisa il documento, “peseranno per circa 0,404 Mtep [milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, ndr] che moltiplicato per 4 (fattore moltiplicativo) coprirà circa il 6% del target FER-trasporti”.

Non si parla solo di auto elettrica, ma più in generale anche di carburanti alternativi a quelli tradizionali di origine fossile; il Piano punta così a incrementare l’utilizzo di biocarburanti avanzati prodotti, ad esempio, da colture non alimentari, scarti agricoli e forestali, residui industriali, biocarburanti che nel complesso arriveranno a “pesare” per un 8% circa sul traguardo delle rinnovabili nei trasporti.

Un ruolo di primo piano spetterà al biometano avanzato, che secondo il piano contribuirà al 75% dell’obiettivo totale sui biocarburanti avanzati nei trasporti stradali (0,8 Mtep) con 1,1 miliardi di metri cubi al 2030.

Per quanto riguarda l’idrogeno, invece, si prevede un contributo realistico intorno all’uno per cento.

Tornando alla mobilità elettrica e in particolare alle misure per il rinnovo dei veicoli privati, il piano afferma che “si valuterà la possibilità di introdurre contributi pubblici all’acquisto di veicoli ibridi ed elettrici, oltre che per gli interventi di retrofit per veicoli obsoleti a combustione interna”.

Le prime misure di questo tipo, ricorda il documento, sono state introdotte con il bonus auto dedicato alle vetture a basse emissioni di CO2 e con gli incentivi per l’acquisto di motocicli elettrici e ibridi.

Nel documento si cita poi il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica (Pnire) “attualmente in fase di aggiornamento in un’ottica integrata, che considera anche altre misure di sostegno alla domanda di veicoli elettrici, nonché di potenziamento e fruibilità delle infrastrutture. Si sta, inoltre, valutando la possibilità di coordinare lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica con i piani di razionalizzazione della rete carburanti”.

Altri temi discussi nel PNIEC sono poi lo “shift modale” per favorire gli spostamenti in mobilità condivisa (bike, car e moto sharing), lo sviluppo di piste ciclabili e la promozione del car pooling; infine, il PNIEC prevede la redazione obbligatoria dal 2021 dei Pums (Piani urbani per la mobilità sostenibile) per tutte le città metropolitane, gli enti di area vasta, i comuni superiori a 100.000 abitanti e le citta con elevati tassi d’inquinamento atmosferico.