Novità e normative sui mandati diretti di energia e gas

Perché questo sarà il decennio dello stoccaggio dell’energia

 

Perché questo sarà il decennio dello stoccaggio dell’energia

 

 

Solare, eolico e altre fonti di energia rinnovabile sono destinate a una crescita spettacolare nei prossimi anni con i governi che hanno ormai scelto l’obiettivo delle emissioni ‘net zero’. Ed era solo questione di tempo prima che lo stoccaggio di energia rubasse la scena e secondo alcuni report la sua spinta non dovrebbe essere meno spettacolare di quanto accaduto con le rinnovabili. Per Wood Mackenzie il mercato globale dello stoccaggio di energia è pronto per un tasso di crescita annuale composto del 31% entro il 2030, ha affermato la società di ricerca in un recente rapporto.

CRESCITA PRONTA AD ACCELERARE A FINE 2020 SECONDO WOODMAC

L’analista principale di Wood Mac, Rory McCarthy, ha osservato che, nonostante le aspettative di una crescita più debole nelle aggiunte di capacità di stoccaggio di energia di quest’anno, “la crescita probabilmente accelererà alla fine del 2020, per consentire una maggiore penetrazione variabile delle rinnovabili e la transizione del mercato dell’energia”.

Durante il boom delle rinnovabili dell’ultimo decennio, pochi hanno considerato il fatto che sia l’energia solare sia quella eolica sono intermittenti. Il sole non splende 24 ore su 24 e il vento non soffia costantemente. Allo stesso tempo, spesso producono energia in eccesso che, a causa della mancanza di spazio di stoccaggio, che viene sprecata. È stato solo in tempi relativamente recenti che l’industria ha iniziato a prestare l’attenzione che meritava all’immagazzinamento.

Quello dello stoccaggio di energia è ancora un mercato embrionale, il che spiega in parte l’enorme potenziale di crescita. L’altra parte della spiegazione è il sostegno del governo ai progetti di energia verde, che è stato rafforzato solo dalla pandemia.

“La transizione del mercato dell’energia potrebbe essere accelerata dal momento che i governi di tutto il mondo si troveranno ad affrontare la questione del recovery delle loro economie in modo più sostenibile rispetto al passato, con vantaggi per l’industria dell’immagazzinamento dell’energia”, ha detto McCarthy di WoodMac.

L’EUROPA È GIA’ PARTITA

In effetti, l’Europa ha già dato priorità allo stoccaggio. In un recente evento ospitato dall’European Association for Storage of Energy, i membri del Parlamento Europeo hanno evidenziato che le batterie, l’idrogeno e altre forme di immagazzinamento dell’energia dovrebbero essere un “argomento chiave della politica energetica”, perché altrimenti, l’Ue si troverebbe ad affrontare potenziali problemi con la sua sicurezza energetica. Un team di eurodeputati ha già compilato delle raccomandazioni in un report sullo storage energetico condiviso dall’Europarlamento.

LA SITUAZIONE IN USA

Eppure l’Europa non è l’unica a dare priorità all’immagazzinamento dell’energia. Nonostante i suoi precedenti molto più contrastanti in materia di iniziative ambientali, anche gli Stati Uniti stanno assistendo a sviluppi in questo settore. Stanno spuntando nuove aziende, sviluppando nuove batterie potenzialmente migliori, o cercando di migliorare la tecnologia esistente in sintonia con la crescente domanda di accumulo di energia. I finanziamenti per queste aziende provengono sia da fonti private sia governative man mano che la necessità di un maggiore stoccaggio diventa evidente.

Infatti, Wood Mackenzie si aspetta che gli Stati Uniti, piuttosto che l’Europa, vedranno nei prossimi dieci anni l’aumento maggiore di capacità di storage. Secondo i suoi analisti, gli Stati Uniti rappresenteranno il 49 per cento del totale delle aggiunte di capacità di stoccaggio di energia, o 365 GWh, grazie agli obiettivi di energia pulita a livello statale e al continuo calo dei costi degli impianti solari ed eolici.

CINA AL SECONDO POSTO, EUROPA SOLO TERZA

La Cina si colloca al secondo posto, con l’Europa al terzo posto in termini di crescita della capacità fino al 2030, nonostante i suoi obiettivi più ambiziosi in materia di energia verde. In realtà, questi obiettivi potrebbero compromettere la sua sicurezza energetica, a meno che lo stoccaggio non raggiunga la capacità di generazione.

Lo stoccaggio a basso costo e di maggiore durata può competere sempre di più con il carbone, il gas e l’idroelettrico, consentendo livelli più elevati di penetrazione del solare e dell’eolico”, ha detto l’analista senior di Wood Mac Le Xu. “Tuttavia, la maggior parte dei sistemi di stoccaggio dell’energia agli ioni di litio raggiungono economicamente un massimo di 4-6 ore, lasciando un vuoto nel mercato”.

LO STORAGE NON SARA’ SUFFICIENTE AD UCCIDERE IL MERCATO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI

In altre parole, se qualcuno sperava che l’accumulo di energia fosse sufficiente ad uccidere i combustibili fossili, non è così. L’immagazzinamento dell’energia è una condizione necessaria perché l’energia rinnovabile diventi veramente mainstream. Tuttavia, non è una garanzia che le rinnovabili si sostiuiscano completamente carbone o gas.

Per quanto ciò possa essere scoraggiante, gli investimenti nelle rinnovabili hanno continuato a crescere nonostante la pandemia: BloombergNEF ha riferito all’inizio di quest’anno che i primi sei mesi hanno visto un salto record nei finanziamenti per l’eolico offshore, di ben il 319% rispetto all’anno precedente, che ha portato ad un forte aumento complessivo dei finanziamenti per le rinnovabili. Questo è accaduto mentre le compagnie petrolifere e del gas tagliavano i piani di spesa e ritardavano le decisioni finali di investimento a causa della situazione dei prezzi. In questo modo, le energie rinnovabili hanno dimostrato una resistenza molto maggiore agli effetti della pandemia, una delle quali è stata una forte diminuzione della domanda di energia, indipendentemente dalla provenienza.

LA RISILENZA A LUNGO TERMINE DIPENDERA’ DALLO STOCCAGGIO

La resilienza a lungo termine della produzione di energia rinnovabile, tuttavia, dipenderà dallo stoccaggio e questo stoccaggio dovrebbe essere abbastanza affidabile da sostituire la necessità di una fornitura di energia costante che attualmente solo i combustibili fossili – e il nucleare – possono fornire. Cosa accadrebbe se il solare e l’eolico non avessero il backup dell’accumulo di energia è stato chiarito abbastanza recentemente in California, nonostante le smentite dei funzionari statali secondo cui la dipendenza dello stato dalla produzione di energia rinnovabile non aveva nulla a che fare con la carenza di energia che minacciava i californiani alla fine dell’estate.

 

Fonte: Energiaoltre.it




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