Novità e normative sui mandati diretti di energia e gas

Energia: il piano Ue con tetto ai prezzi del gas, depositi e acquisti comuni

 

Energia: il piano Ue con tetto ai prezzi del gas, depositi e acquisti comuni

La presidente della Commissione Von der Leyen rilancia sulla transizione energetica, accelerando gli investimenti su rinnovabili, idrogeno e biogas. Allo studio un Fondo che dovrebbe riguardare gli investimenti e le spese su energia e difesa

BRUXELLES - Un tetto al prezzo dell'energia elettrica, acquisti e stoccaggi collettivi, depositi di  gas riempiti al 90% entro ottobre e possibilità di imporre nuove tasse sugli utili delle aziende per redistribuirli ai consumatori e quindi tagliare le bollette. Ecco il piano della Commissione europea per provare ad arginare gli effetti della crisi ucraina. È il "RePowerEu", "Rifare il pieno all'Europa". E nel frattempo spunta l'idea di dar vita ad una sorta di nuovo fondo comunitario "Anti-Russia".

Il pacchetto parte da un presupposto: l'Ue ha gas sufficiente per scavallare l'inverno. Un modo per dire che nessuno dovrà spegnere i termosifoni. Poi, però, si prevedono interventi con efficacia nel breve periodo, nel medio e nel lungo. Nell'immediato il quadro delle misure punta ad aiutare i cittadini e i Paesi più in difficoltà dopo le impennate subite dai prezzi di gas e petrolio. Nel medio Bruxelles si è proposta l'obiettivo di ridurre di "due terzi" entro un anno la dipendenza dal gas russo. Nel lungo resta la rinuncia ai carburanti fossili e inquinanti a favore delle fonti rinnovabili.

"Dobbiamo diventare indipendenti dal petrolio, dal carbone e dal gas russi - ha spiegato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen -. Semplicemente non possiamo fare affidamento su un fornitore che ci minaccia esplicitamente. Dobbiamo agire ora per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia, diversificare la nostra fornitura di gas per il prossimo inverno e accelerare la transizione verso l'energia pulita".  Come sostiene Frans Timmermans, vicepresidente dell'esecutivo comunitario con delega al Clima, "le energie rinnovabili sono una fonte di energia economica, pulita e potenzialmente infinita e invece di finanziare l'industria dei combustibili fossili altrove, creano posti di lavoro qui. La guerra di Putin in Ucraina dimostra l'urgenza di accelerare la nostra transizione verso l'energia pulita".

Per questo, l'obiettivo nei prossimi mesi è tagliare di almeno "155 miliardi di metri cubi il consumo di gas fossile, equivalente appunto al volume importato dalla Russia nel 2021". Certo, queste sono misure che nell'immediato non possono aiutare i consumatori. Per questo oltre al "tetto" per le bollette, la Commissione sta studiando come procedere negli acquisti e stoccaggi cumulativi di energia. Replicando il sistema utilizzato nei mesi scorsi per fronteggiare l'emergenza Covid negli acquisti dei vaccini. Si tratta di una "nuova piattaforma" per la fornitura di gas.

Al di là delle Linee Guida sull'energia, approvate oggi, è evidente che l'Unione deve organizzare l'emergenza anche sul piano finanziario. Molti stati membri rischiano di poter gestire la crisi sul piano economico. La presidenza francese da tempo sta lavorando ad un nuovo progetto. Si tratta di un Fondo, che in qualche modo replica nelle modalità e nei contenuti, il Recovery Fund. Ma dovrebbe riguardare solo gli investimenti e le spesi su energia e difesa. Insomma, un vero e proprio "Fondo Anti-Russia".

Giovedì prossimo i leader ne parleranno al Consiglio europeo di Parigi. Sul tavolo, quindi, non c'è l'idea di introdurre gli Eurobond mirati sulla crisi ucraina. Ma semmai la costituzione di un fondo che poi sarà finanziato, come il NextGenerationEu, con debito comune. Non è un caso che la Commissione europea ha già deciso di aprire una consultazione con gli Stati membri per proporre un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, come nella pandemia, per consentire sostegno alla liquidità delle imprese direttamente o indirettamente colpite dalla crisi e a quelle grandi consumatrici di energia.

Nel brevissimo periodo, infine, Bruxelles lancia un ultimo appello agli europei: abbassare di un grado le temperature nelle abitazioni. L'inquinamento si riduce di diverse tonnellate di carbonio e soprattutto, ricorda ancora Timmermans, "dipendiamo meno da Mosca".

 

Fonte: www.repubblica.it

 

 



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